Per i pazienti che hanno affrontato intervento di prostatectomia radicale, è importante sapere che riconquistare la funzione erettile richiede tempo. La maggior parte degli studi indicano infatti una tempistica di recupero che va dai 6 ai 12 mesi dopo l’intervento chirurgico per il cancro della prostata. Il tessuto nervoso infatti, che sta alla base della funzionalità erettile, può essere facilmente danneggiato durante la prostatectomia, a prescindere dall’abilità del chirurgo, e richiede molto tempo per rigenerarsi.

I nervi a supporto della funzione erettile si intrecciano con il fascio di vasi sanguigni, che devono essere controllati durante l’intervento chirurgico di prostatectomia per evitare grandi perdite di sangue. Così per preservare tali nervi, il chirurgo deve anche prevenire il sanguinamento di questi vasi sanguigni. La tecnica chirurgica da utilizzare durante l’esecuzione di un intervento con intento “nerve-sparing” (con preservazione dei nervi erigendi) prevede il risparmio delle strutture vascolo-nervose evitando l’utilizzo del bisturi elettrico e limitando la trazione su queste “nobili” strutture anatomiche.

Come si può immaginare, la possibilità di recuperare la potenza erettile diminuisce con l’età e con il numero dei nervi danneggiati. Anche se di solito è tecnicamente possibile risparmiare alcuni fasci nervosi, a volte i nervi stessi sono infiltrati da cellule cancerogene e devono essere rimossi, in quanto l’obiettivo primario del chirurgo è sempre quello di rimuovere il cancro alla prostata in modo radicale. Se il tumore non ha raggiunto i nervi che controllano l’erezione, si può tentare di risparmiare questi nervi, ottimizzando i tempi di recupero. Tuttavia, non è ancora possibile prevedere con certezza i risultati funzionali dopo quest’intervento a causa dei molteplici fattori che incidono sul recupero della funzione erettile. È per questo molto importante rendersi conto che alcuni uomini potrebbero non riacquisire la capacità di mantenere l’erezione dopo la prostatectomia.

Quando riprendere l’attività sessuale?

Prima di controllare e testare la funzione erettile è necessario attendere tre o quattro settimane dopo l’intervento. Ad un mese dalla prostatectomia infatti, si consiglia di riprendere l’attività sessuale. La semplice stimolazione dei nervi è già un primo passo sul viaggio di ritorno alla piena potenza erettile. E’ importante tenere conto che si può ancora godere dei piaceri di un orgasmo senza erezioni valide. Il tempo medio di recupero per un’erezione sufficiente a un rapporto sessuale è di 6-12 mesi, ma in alcuni uomini può essere più lungo. Dopo l’intervento di prostatectomia radicale diventa fondamentale il ruolo dell’andrologo che valuterà il percorso riabilitativo più adeguato, a misura del paziente.