Disfunzione erettile

La disfunzione erettile (DE) consiste nella incapacità di ottenere e mantenere una erezione tale da garantire un rapporto sessuale soddisfacente. Indicata spesso con il termine di “impotenza”, la DE è un disturbo molto diffuso, che può presentarsi a qualsiasi età, ma è più frequente negli uomini di età superiore ai 45-50 anni. L’età è sicuramente il fattore di rischio principale, considerando che, con il passare degli anni, si modificano molteplici caratteristiche legate all’erezione, quali il tempo per ottenere l’erezione, quello per il mantenimento della stessa e la fase di refrattarietà fra un’erezione e la successiva.

Il meccanismo dell’erezione

Per capire a fondo la disfunzione erettile, è importante conoscere come funziona l’erezione in condizioni normali. L’erezione è legata alla vascolarizzazione del pene ed è regolata dall’afflusso di sangue nei corpi cavernosi. I corpi cavernosi sono due condotti spugnosi presenti nel pene, che trattengono il flusso sanguigno arterioso durante l’erezione. In fase di riposo, il sangue affluisce al pene per via arteriosa e defluisce per via venosa in maniera regolare. Durante l’erezione l’afflusso arterioso aumenta, penetrando nei corpi cavernosi e riducendo il deflusso venoso. Il meccanismo è regolato dalla stimolazione sensoriale, che attiva determinate aree cerebrali, le quali, a loro volta, stimolano il sistema vascolare del pene. Si ottiene, in tal modo, una vasodilatazione, che aumenta la capacità di contenere il flusso venoso all’interno del pene, lo ingrossa e lo irrigidisce fino al momento dell’eiaculazione.

Le cause della DE

La DE può avere molte cause ed è importante identificare quella giusta per trattarla efficacemente e in maniera definitiva, quando possibile. In base al meccanismo con cui funziona l’erezione, la disfunzione erettile può essere causata da tutti quei fattori che interferiscono con il sistema nervoso e con la circolazione sanguigna. Spesso, alla base di questa patologia ci sono disfunzioni ormonali, vascolari, endocrino-metaboliche, neurologiche e psicologiche. A questo si aggiungono, in modo dirompente, la vita di coppia e lo stile di vita, specie nei giovani (alcool, fumo, droghe, obesità, etc.); di qui la necessità di una completa anamnesi rivolta alla ricerca di tutte quelle condizioni che possono scatenere l’insorgenza della disfunzione erettile.

Allo stesso tempo, ruolo centrale è svolto dalla visita andrologica che permette di obiettivare i genitali esterni e la prostata, passi importantissimi per un corretto inquadramento andrologico, sia in senso diagnostico che prognostico-terapeutico.

Ad ogni modo possiamo classificare le cause principali che inducono la DE in tre macrocategorie:

  • cause vascolari (DE arteriogenica o venogenica)
  • cause neurogene
  • cause psicogene e/o ormonali.

Esistono condizioni predisponenti che, nonostante non siano cause dirette, portano ad aumentare notevolmente il rischio di DE. Esse possono essere legate a stili di vita sbagliati (vita sedentaria, obesità, fumo), assunzione di determinati medicinali, come quelli per il controllo dell’ipertensione, difficoltà metaboliche (diabete, ipercolesterolemia) o conseguenze di interventi chirurgici.

Condizioni predisponenti

Il fumo è una condizione predisponente estremamente connessa alla disfunzione erettile. La quantità di sigarette e la frequenza giornaliera sono direttamente proporzionali all’affiorare del deficit erettile. Associato ad altre condizioni predisponenti, il rischio aumenta in maniera esponenziale.

Cause vascolari

Le cause vascolari possono riguardare un malfunzionamento di tipo arterioso, nel caso in cui il deficit sia determinato da un irregolare afflusso di sangue al pene, oppure di tipo venoso, quando le patologie venose impediscono al sangue di uscire dal tessuto cavernoso del pene. Patologie, come l’aterosclerosi, l’ipertensione arteriosa o incidenti di tipo cardiovascolare, sono cause molto frequenti di deficit erettile.

Cause neurogene

Le patologie neurologiche che interferiscono maggiormente sul sistema nervoso e possono causare una disfunzione erettile sono la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Anche le terminazioni nervose periferiche, se danneggiate, possono contribuire al deficit erettile.

Cause psicogene

Le cause psicogene sono da non sottovalutare nell’analisi del deficit erettile. I fattori scatenanti sono spesso legati allo stress o alla cosiddetta “ansia da prestazione”, causa frequente soprattutto nelle fasce d’età più basse. Alla causa psicogena spesso si accompagnano alterazioni di tipo organico.

Cause ormonali

Patologie ormonali legate alla DE sono quelle di ipogonadismo, in cui avviene una riduzione dei livelli di testosterone, oppure di iperprolattinemia, che invece determina un aumento di prolattina con conseguente deficit erettile legato al calo del desiderio sessuale e infertilità.

Le fasi della diagnosi

L’obiettivo della diagnosi della DE è definirne la causa. La prima fase consiste nell’intervistare il paziente e sottoporlo ad un questionario specifico, IIEF (Indice Internazionale della Funzione Erettile), in grado di chiarire gli aspetti legati all’attività sessuale e allo stile di vita. Segue poi un esame obiettivo da parte dell’andrologo e la prescrizione di analisi mirate a riconoscere le cause sopra citate. E’ necessaria una completa valutazione ormonale e metabolica volta a scovare patologie che possono essere misconosciute da parte del paziente. Infatti, la Disfunzione Erettile può essere definita “sintomo campanella” e, sempre più spesso, è premonitrice di patologie sistemiche molto serie (ipertensione, ipogonadismo, disfunzioni tiroidee, diabete mellito, patologie cerebro e cardiovascolari, dislipidemie, malattie neurologiche degenerative, etc.)

Gli esami di primo livello, ossia le analisi di laboratorio, verificano la presenza di patologie come diabete, il dosaggio di glicemia, colesterolemia, trigriceridemia e degli ormoni che influiscono sulla funzione erettile, quali testosterone, prolattina, estradiolo, FSH, LH. In base ai risultati ottenuti, si precede agli esami di secondo livello, sottoponendo il paziente ad Eco-color-doppler penineo (esame ultraspecialistico): esso mira alla valutazione dell’anatomia delle strutture peniene, in particolare, permette di escludere alterazioni anatomiche e funzionali a carico delle arterie del pene (arterie cavernose), rivestendo un ruolo prognostico fondamentale.

Chirurgia

La chirurgia trova indicazione nelle forme più gravi di DE. Infatti, gli stadi più avanzati delle patologie dismetaboliche, prime fra tutte il Diabete Mellito, e i danni iatrogeni legati alla chirurgia pelvica oncologica (tumore del retto e tumore della prostata), si possono associare a forme molto gravi di disfunzione erettile che oggi, grazie ai continui avanzamenti nel campo della tecnologia biomedica, può essere risolta in modo definitivo grazie a protesi peniene di ultima generazione, estremamente affidabili.