Il diidrotestosterone (DHT) è uno degli ormoni maschili più discussi e, al tempo stesso, più fraintesi. Spesso citato quasi esclusivamente in relazione alla caduta dei capelli, il DHT svolge in realtà un ruolo fisiologico fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento delle caratteristiche sessuali maschili. In questo articolo approfondiremo con il Dott. Izzo, specialista in andrologia, urologia e sessuologia, maggiori dettagli sull’impatto del DHT sulla salute sessuale maschile.
Comprendere come agisce questo ormone, quali effetti ha sulla sessualità e perché è coinvolto nell’alopecia androgenetica è essenziale per evitare semplificazioni e paure infondate, soprattutto in ambito andrologico.
Che cos’è il DHT e come viene prodotto?
Il DHT è un androgeno derivato dal testosterone attraverso l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, presente in diversi tessuti, tra cui prostata, cute, follicoli piliferi e apparato genitale. Dal punto di vista biologico, il DHT è più potente del testosterone: si lega al recettore androgenico con maggiore affinità e induce una risposta cellulare più intensa.
Durante la vita fetale e la pubertà, il DHT è indispensabile per lo sviluppo dei genitali esterni maschili e per la maturazione sessuale. Nell’età adulta, continua a esercitare funzioni importanti, sebbene il suo ruolo diventi più tessuto-specifico.
DHT e sessualità maschile: qual è il vero legame
Uno dei timori più comuni riguarda l’idea che il DHT sia sempre e comunque necessario per il desiderio e la funzione sessuale. In realtà, la relazione è più complessa. Gli studi indicano che il testosterone circolante è il principale determinante del desiderio sessuale maschile, mentre il DHT contribuisce soprattutto a livello locale, in alcuni distretti specifici.
Il DHT partecipa al mantenimento della funzione prostatica e contribuisce allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Tuttavia, nella maggior parte degli uomini adulti, una riduzione moderata dei livelli di DHT non comporta automaticamente un calo del desiderio o della funzione erettile, soprattutto se i livelli di testosterone restano adeguati.
Questo aspetto è clinicamente rilevante perché molti farmaci che riducono il DHT, come gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, sono ampiamente utilizzati per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e dell’alopecia androgenetica.
DHT e caduta dei capelli: perché colpisce alcuni uomini
La alopecia androgenetica è una condizione geneticamente determinata in cui i follicoli piliferi del cuoio capelluto sono particolarmente sensibili al DHT. In questi soggetti, il DHT induce una progressiva miniaturizzazione del follicolo, accorciando la fase di crescita del capello fino alla sua scomparsa.
È importante sottolineare che non è la quantità assoluta di DHT a determinare la calvizie, ma la sensibilità individuale dei follicoli. Esistono uomini con livelli elevati di DHT che non sviluppano alopecia e altri con livelli nella norma che manifestano una perdita di capelli significativa.
Questo spiega perché la caduta dei capelli non rappresenti un indicatore affidabile dei livelli androgenici complessivi o della “virilità” di un uomo.
Farmaci anti-DHT: effetti reali e falsi miti
Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, come finasteride e dutasteride, riducono la conversione del testosterone in DHT. Questi farmaci hanno dimostrato un’efficacia significativa sia nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna sia nel rallentare la progressione dell’alopecia androgenetica.
Dal punto di vista sessuale, la maggior parte degli studi indica che gli effetti collaterali sessuali sono poco frequenti e spesso reversibili. Una minoranza di pazienti può riferire riduzione della libido o alterazioni dell’erezione, soprattutto nei primi mesi di trattamento. Tuttavia, ampie meta-analisi mostrano che l’incidenza complessiva di questi effetti è sovrapponibile o solo lievemente superiore al placebo.
È fondamentale che l’uso di questi farmaci avvenga sotto controllo medico, con una corretta informazione sui benefici e sui potenziali effetti indesiderati, evitando sia allarmismi sia banalizzazioni.
DHT, prostata e invecchiamento maschile
Con l’avanzare dell’età, il metabolismo degli androgeni cambia. Il DHT svolge un ruolo chiave nella crescita della prostata, ed è coinvolto nello sviluppo dell’ipertrofia prostatica benigna. Per questo motivo, la modulazione del DHT rappresenta uno dei cardini della terapia di questa condizione.
Dal punto di vista sessuale, l’invecchiamento maschile è influenzato da molteplici fattori: ormonali, vascolari, metabolici e psicologici. Attribuire eventuali difficoltà sessuali esclusivamente al DHT è una semplificazione che non trova riscontro nella letteratura scientifica.
Il DHT non è un “ormone cattivo”, ma un androgeno essenziale con effetti diversi a seconda dei tessuti. Comprendere il suo ruolo aiuta a fare scelte terapeutiche più consapevoli e a ridimensionare molte paure infondate legate alla sessualità e alla perdita dei capelli.
Bibliografia scientifica
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