Quando si parla di infezioni sessualmente trasmesse (IST), l’immaginario comune le associa a sintomi evidenti come bruciore, secrezioni o lesioni genitali. In realtà, una parte significativa delle IST nell’uomo può decorre in modo completamente asintomatico, almeno nelle fasi iniziali. Questo aspetto rende tali infezioni particolarmente insidiose, come spiega il Dott. Izzo, urologo, sessuologo e andrologo, perché possono essere trasmesse inconsapevolmente al partner e, nel tempo, provocare complicanze urologiche, andrologiche e riproduttive.

Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno chiarito come l’assenza di sintomi non equivalga all’assenza di danni. Per questo motivo, la prevenzione e lo screening mirato rappresentano strumenti fondamentali nella salute sessuale maschile.

Cosa significa “infezione asintomatica”?

Un’infezione sessualmente trasmessa viene definita asintomatica quando il microrganismo è presente nell’organismo ma non provoca disturbi percepibili dal paziente. Questo può dipendere da diversi fattori, tra cui la risposta immunitaria individuale, la carica infettiva e il sito di localizzazione dell’infezione (uretra, prostata, epididimo).

Negli uomini, molte IST possono rimanere silenti per mesi o addirittura anni, pur determinando uno stato infiammatorio cronico a basso grado. Questo tipo di infiammazione subclinica è oggi considerato uno dei possibili fattori coinvolti in disturbi come prostatite cronica, alterazioni della qualità spermatica e infertilità maschile.

Le principali IST asintomatiche nell’uomo

Tra le infezioni più frequentemente riscontrate in forma asintomatica, la clamidia (Chlamydia trachomatis) occupa un ruolo di primo piano. Numerosi studi indicano che oltre il 50% degli uomini infetti non presenta sintomi evidenti. Nonostante ciò, l’infezione può risalire le vie genitali e coinvolgere epididimo e prostata, con conseguenze a lungo termine sulla fertilità.

Anche la gonorrea, sebbene più spesso sintomatica nell’uomo rispetto alla donna, può presentarsi in forma paucisintomatica o silente, soprattutto nelle infezioni faringee o rettali. In questi casi, l’infezione può persistere e diffondersi senza essere riconosciuta.

Il Papilloma Virus Umano (HPV) rappresenta un altro esempio emblematico. La maggior parte delle infezioni da HPV nell’uomo è asintomatica e transitoria. Tuttavia, alcuni ceppi ad alto rischio oncogeno possono persistere nel tempo e sono associati a tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe. L’assenza di lesioni visibili non esclude quindi la presenza del virus.

Un discorso simile vale per l’Herpes simplex virus (HSV), che può rimanere latente per lunghi periodi e riattivarsi episodicamente, talvolta senza manifestazioni cliniche evidenti ma con potenziale contagiosità.

Infine, anche infezioni come Mycoplasma genitalium e Ureaplasma urealyticum, sempre più studiate in ambito andrologico, possono essere presenti senza sintomi e contribuire a stati infiammatori cronici dell’apparato genitale maschile.

Perché le IST asintomatiche non vanno sottovalutate?

Il principale rischio delle infezioni silenti è la cronicizzazione. Un’infiammazione persistente delle vie seminali può alterare la composizione del liquido seminale, aumentare la frammentazione del DNA spermatico e ridurre la motilità degli spermatozoi. Diversi studi hanno dimostrato un’associazione tra IST non diagnosticate e ridotta fertilità maschile, anche in uomini giovani e apparentemente sani.

Un altro aspetto rilevante è la trasmissione inconsapevole al partner. L’assenza di sintomi porta spesso a sottovalutare il rischio, favorendo la diffusione dell’infezione all’interno della coppia. In questo senso, la salute sessuale maschile ha un impatto diretto anche sulla salute riproduttiva femminile.

Per un ulteriore approfondimento leggi anche l’articolo dedicato alle principali malattie sessualmente trasmissibili

Come riconoscere le IST se non danno sintomi?

Riconoscere un’infezione asintomatica non significa “avvertirla”, ma saper individuare le situazioni a rischio. Rapporti non protetti, cambi frequenti di partner, una precedente diagnosi di IST o la presenza di infertilità inspiegata rappresentano condizioni in cui è indicato uno screening mirato.

Gli esami oggi disponibili sono affidabili e poco invasivi. I tamponi uretrali, i test su urine del primo mitto e le analisi sierologiche consentono di identificare la maggior parte delle infezioni, anche in assenza di sintomi. In ambito andrologico, lo studio del liquido seminale può fornire ulteriori indizi, come la presenza di leucociti o alterazioni biochimiche suggestive di infezione.

Prevenzione e follow-up: il ruolo dell’andrologo

La prevenzione delle IST asintomatiche si basa su una combinazione di educazione sessuale, uso consapevole dei metodi di barriera e controlli periodici. Il preservativo rimane uno strumento efficace, seppur non assoluto, soprattutto per infezioni trasmesse per contatto cutaneo come l’HPV.

Il controllo andrologico periodico permette di intercettare precocemente condizioni silenti e di impostare terapie mirate, riducendo il rischio di complicanze. In presenza di diagnosi positive, è fondamentale trattare anche il partner e rispettare i tempi di guarigione prima di riprendere i rapporti.

Ricorda: l’assenza di sintomi non significa assenza di malattia. Le infezioni sessualmente trasmesse asintomatiche sono frequenti nell’uomo e possono avere conseguenze rilevanti sulla salute sessuale e riproduttiva. La diagnosi precoce è l’unico vero strumento di prevenzione.

Bibliografia scientifica

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Infezioni sessualmente trasmesse asintomatiche: quali sono e come riconoscerle
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Molte persone non sanno che una parte significativa delle malattie sessualmente trasmissibili nell’uomo può decorre in modo completamente asintomatico, almeno nelle fasi iniziali. Questo aspetto rende tali infezioni particolarmente insidiose e difficili da diagnosticare. Scopri quando rivolgerti a uno specialista e quali sono i campanelli d'allarme.
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