infertilità secondaria maschile

L’infertilità secondaria maschile è una condizione spesso sottovalutata: quest’ultima si manifesta quando una coppia, pur avendo concepito spontaneamente in passato, non riesce più ad ottenere una nuova gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti mirati e non protetti.

Molti uomini, come afferma il Dr Alessandro Izzo, urologo, andrologo e sessuologo, faticano a comprendere come un problema del genere possa comparire “all’improvviso”, soprattutto se gli esami erano normali in passato, oppure se non ci sono stati problemi nel concepimento del primo figlio.

Eppure, dal punto di vista clinico, si tratta di una condizione tutt’altro che rara: diversi fattori possono concorrere nell’ostacolare una nuova gravidanza – ormonali, vascolari, infettivi, ambientali o legati allo stile di vita – questi ultimi possono modificarsi nel tempo e condizionare la fertilità anche in individui che in precedenza erano perfettamente fertili.

Perché può insorgere dopo una prima gravidanza?

Perché una seconda gravidanza può tardare? In una coppia ci sono diversi fattori da valutare. Per quello che concerne la fisiologia maschile, bisogna tenere in considerazione che la qualità spermatica non è un parametro stabile per tutta la vita. Lo sperma, infatti, è un tessuto “dinamico” che risente di infiammazioni, squilibri endocrini, variazioni dello stile di vita, esposizioni tossiche e processi fisiologici legati all’età.

Per questo motivo, il fatto di essere stati fertili una volta non garantisce automaticamente di esserlo per sempre, poiché ci sono fattori esogeni ed endogeni che possono influenzare negativamente la qualità dello sperma.

Uno dei fattori più frequenti è il varicocele, una dilatazione patologica del plesso pampiniforme che, nel tempo, può alterare la termoregolazione testicolare, aumentare lo stress ossidativo e peggiorare progressivamente i parametri seminali. Anche condizioni come l’ipogonadismo funzionale, spesso correlato ad aumento del grasso viscerale, sedentarietà o disturbi metabolici, possono emergere con gli anni e ridurre la produzione di testosterone e la spermatogenesi.

Non meno rilevanti sono eventuali condizioni patologiche come le orchiti e le epididimiti, che talvolta passano inosservate ma lasciano esiti meccanici o funzionali sull’epididimo, ostacolando il passaggio degli spermatozoi.

In altri casi, entrano in gioco fattori sistemici come diabete, ipertensione o terapie croniche (antidepressivi, antiandrogeni, chemioterapici), che possono presentarsi dopo la prima paternità con il passare del tempo.

Il ruolo dello stile di vita /e dei fattori ambientali

Negli ultimi anni si è osservato un aumento dell’infertilità maschile legato a inquinanti ambientali, che fungono da interferenti endocrini e possono causare micro-infiammazioni croniche. Per spiegare meglio concetto possiamo fare un paio di esempi che aiutano a chiarire meglio che cosa si intende quando si parla di inquinanti ambientali che possono avere un effetto negativo sulla fertilità maschile.

In tal senso, sostanze come il glifosato e il DDT, possono ridurre la produzione di testosterone e danneggiare la spermatogenesi. Altre sostanze con le quali possiamo venire in contatto sono i ftalati e il bisfenolo A (BPA), questi ultimi sono presenti in plastiche e contenitori alimentari, possono fare l’ingresso nel nostro corpo e interferire con il sistema endocrino e sono associati a una riduzione della concentrazione di spermatozoi.

Ma non solo, alcune abitudini negative acquisite o consolidate dopo la prima gravidanza, come aumento del peso corporeo, riduzione dell’attività fisica, stress lavorativo, consumo di alcol o uso di tabacco, possono compromettere la funzione testicolare in modo graduale ma significativo. I dati di diversi studi mostrano che un incremento del BMI o una riduzione del sonno di qualità possono influenzare sia i livelli di testosterone sia lo stato ossidativo dello sperma.

Come si diagnostica l’infertilità secondaria

Il percorso diagnostico non differisce da quello dell’infertilità primaria, ma l’attenzione si concentra maggiormente sulle modificazioni sopravvenute nel tempo. La valutazione parte sempre da anamnesi dettagliata, per poi procedere con accertamenti specifici:

  • Esame obiettivo andrologico, con particolare attenzione al varicocele e ad eventuali segni di endocrinopatia.
  • Spermiogramma secondo criteri WHO 2021, ripetuto almeno due volte.
  • Profilo ormonale completo (LH, FSH, testosterone totale e libero, prolattina, SHBG, estradiolo).
  • Ecocolordoppler testicolare, utile per valutare varicocele e struttura parenchimale.
  • Indagini infettivologiche in caso di anamnesi compatibile con epididimiti o prostatiti.

Quando necessario, vengono integrati test avanzati come la valutazione della frammentazione del DNA spermatico o analisi genetiche.

Trattamento: cosa si può fare davvero

La terapia è sempre personalizzata e dipende dalla causa. Nei casi di varicocele clinico documentato e associato a peggioramento dei parametri seminali, le evidenze scientifiche supportano la correzione microchirurgica, che migliora sia la qualità dello sperma sia le probabilità di concepimento spontaneo.

Quando prevale un quadro di disfunzione endocrina, è spesso sufficiente intervenire sullo stile di vita o trattare condizioni come ipogonadismo, iperprolattinemia o sindrome metabolica. Le infiammazioni croniche (prostatiti, epididimiti) richiedono percorsi più articolati, con combinazione di terapia antibiotica mirata, antinfiammatori e modulazione dello stile di vita.

In situazioni in cui la qualità spermatica resta compromessa nonostante le terapie, la procreazione medicalmente assistita (PMA) rappresenta una valida opzione, soprattutto grazie alle tecniche ICSI, che consentono il concepimento anche con campioni seminali severamente ridotti.

Se dopo una prima gravidanza non riesci più a concepire un figlio, non chiudere questo sogno nel cassetto, ma con il giusto percorso potrai scoprire cause e rimedi che anzitutto mirano a migliorare il tuo benessere e la tua salute. Per maggiori informazioni prenota una visita con il Dott. Izzo.

Bibliografia

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Infertilità secondaria maschile: quando il problema compare dopo una prima gravidanza
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