Il varicocele è una delle condizioni più comuni dell’apparato genitale maschile e rappresenta una delle principali cause di infertilità nei giovani adulti. Si tratta di una dilatazione anomala delle vene del plesso pampiniforme del testicolo, simile a una “varice”, che può alterare la termoregolazione e il flusso sanguigno scrotale, interferendo con la produzione di spermatozoi, come spiega il Dott. Izzo, andrologo, urologo e sessuologo.
Non sempre, però, il varicocele richiede un trattamento chirurgico: in molti casi è sufficiente monitorarlo nel tempo, con controlli periodici e valutazioni andrologiche mirate. Capire quando intervenire e quando osservare è fondamentale per garantire la salute riproduttiva e il benessere dell’uomo.
Che cos’è il varicocele e perché si forma
Abbiamo già trattato questo tema in articoli precedenti, tuttavia è sempre meglio ripetere che cos’è realmente il varicocele e quali sono le cause che rendono possibile il suo sviluppo. Nel dettaglio, il varicocele consiste nella dilatazione delle vene testicolari, soprattutto del lato sinistro, a causa di un reflusso venoso anomalo. Questo accade quando le valvole che regolano il flusso di sangue dalle vene scrotali verso quelle addominali non funzionano correttamente, determinando un ristagno ematico.
I fattori predisponenti includono:
- Anomalie anatomiche della vena spermatica sinistra (più lunga e con drenaggio sfavorevole);
- Aumento della pressione addominale (sforzi fisici intensi, stipsi cronica, sport di potenza);
- Familiarità per insufficienza venosa o varici.
Il risultato è un aumento della temperatura testicolare, una riduzione dell’ossigenazione e una possibile sofferenza delle cellule germinali.
Sintomi e diagnosi
Come riconoscere il varicocele? Nella maggior parte dei casi, il varicocele è asintomatico e viene scoperto durante controlli di routine o indagini per infertilità. Tuttavia, ci sono dei segnali che dobbiamo cogliere per sottoporci a un eventuale visita specialistica. Quando presenti, infatti, ci sono alcuni sintomi che possono ricorrere:
- Sensazione di pesantezza o fastidio scrotale (soprattutto dopo sforzi o in posizione eretta prolungata);
- Dolore testicolare sordo e continuo;
- Vene palpabili o visibili nello scroto (“sacco di vermi”);
- Riduzione del volume testicolare nel tempo.
Nel caso vengano notati uno o più di questi aspetti è consigliabile rivolgersi a uno specialista, soprattutto se si sta cercando una gravidanza che tarda ad arrivare. Gli esami per la diagnosi del varicocele, infatti, comprendono:
- Esame obiettivo eseguito da un andrologo, con valutazione in ortostatismo e durante la manovra di Valsalva;
- Ecocolordoppler testicolare, che conferma la presenza di reflusso venoso e ne quantifica il grado;
- Spermiogramma, utile per valutare eventuali alterazioni della qualità seminale.
Non bisogna aver alcun timore o provare un senso di imbarazzo quando c’è la necessità di effettuare questi controlli. Una diagnosi accurata, infatti, consente di capire se questa condizione va esclusivamente monitorata oppure è necessario intervenire chirurgicamente.
Classificazione del varicocele
Il varicocele presenta diversi stadi, per cui gli esami non ci dicono solo se esso è presente, ma attraverso la tipologia lo specialista istituisce la procedura più adatta per il suo trattamento. In particolare, il varicocele è classificato in base al grado di visibilità e palpabilità:
- Grado I: rilevabile solo con manovra di Valsalva;
- Grado II: palpabile a riposo, ma non visibile;
- Grado III: visibile ad occhio nudo;
- Subclinico: diagnosticato solo con ecocolordoppler.
La classificazione, come abbiamo detto all’inizio di questo paragrafo, è importante perché non tutti i gradi di varicocele necessitano di trattamento. Ciò significa che anche se hai ricevuto una diagnosi di varicocele non è importante non scoraggiarsi, perché potrebbe essere necessario il solo monitoraggio.
Quando è necessario intervenire?
Come abbiamo visto il varicocele presenta diversi gradi, però in alcuni casi è raccomandato un intervento per migliorare la condizione del paziente e per migliorare la fertilità. Il trattamento del varicocele è consigliato in particolar modo se si verificano alcuni eventi, quali:
- È presente infertilità maschile documentata da alterazioni significative dello spermiogramma (riduzione di numero, motilità o morfologia degli spermatozoi);
- Si osserva riduzione del volume testicolare (ipotrofia unilaterale o bilaterale);
- È presente dolore persistente o fastidio scrotale che limita la qualità di vita;
- Il varicocele compare in età adolescenziale con segni di alterato sviluppo testicolare.
Ogni caso va studiato con cura prendendo in esame diversi aspetti che permettono di scegliere l’approccio terapeutico più adeguato rispetto alla condizione di partenza del paziente. In particolare, l’approccio al varicocele può avvenire tramite l’utilizzo di due tecniche.
- Varicocelectomia microchirurgica (oggi considerata il gold standard);
- Scleroterapia o embolizzazione radiologica, tecniche mini-invasive eseguite in day hospital.
Gli studi più recenti (Cho et al., Fertility and Sterility, 2021) confermano che la correzione chirurgica migliora la qualità dello sperma e i tassi di gravidanza spontanea nelle coppie infertili.
Quando è sufficiente il monitoraggio
Come abbiamo detto in precedenza, l’approccio chirurgico non riguarda tutti i pazienti, per cui non tutti i varicoceli devono essere trattati in base proprio alla valutazione del rischio/beneficio per il paziente.
In alcuni casi può essere indicato semplicemente il monitoraggio periodico. Quando è possibile? Di seguito sintetizziamo le casistiche in cui l’operazione potrebbe non essere necessaria:
- Varicocele subclinico o di basso grado (I o II), senza alterazioni seminali;
- Assenza di dolore o sintomi funzionali;
- Uomo non desideroso di paternità nel breve termine ma in buone condizioni generali.
Laddove non sono presenti delle anomalie, dolore oppure qualora non sia presente una diagnosi di infertilità, quindi l’intervento potrebbe non essere ritenuto necessario. A questo punto è lecito domandarsi: “Come avviene il monitoraggio periodico del varicocele?”. Per rispondere a questa domanda è importante capire che tenere sotto controllo la situazione significa sottoporsi ad esami in maniera periodica, ciò consente di adottare il tipo di protocollo di cura più adatto in base alle condizioni del momento. Le analisi da effettuare sono essenzialmente tre:
- Controllo ecografico annuale;
- Spermiogramma ogni 12-18 mesi, per rilevare precocemente eventuali cambiamenti;
- Adozione di stili di vita favorevoli alla salute testicolare (astensione da fumo, mantenimento del peso, riduzione dello stress termico).
Tramite queste semplici analisi sarà possibile studiare l’evoluzione della situazione permettendo al paziente di fare una vita serena e soprattutto di intervenire tempestivamente in caso di sintomatologia dolorosa o di altre problematiche.
Complicanze e conseguenze del varicocele non trattato
Che cosa succede se non tratto il varicocele? Questa è un’altra domanda che spesso viene posta dai pazienti. Talvolta l’imbarazzo, la paura che qualcosa possa andare storto, oppure semplicemente perché non si dà a questa problematica la giusta attenzione. Un varicocele di grado avanzato e non gestito può determinare:
- Danno ossidativo testicolare e alterazione della spermatogenesi;
- Riduzione progressiva del testosterone;
- Rischio di infertilità;
- Atrofia testicolare in età adolescenziale.
Ecco perché il follow-up periodico è essenziale: permette di intervenire solo se e quando si evidenziano effetti negativi, evitando procedure inutili ma prevenendo complicanze future.
Consigli pratici per la salute testicolare
Come posso preservare il benessere e la salute testicolare? In quest’ultimo paragrafo il Dott. Izzo suggerisce le best practices a cui attenersi per salvaguardare la salute testicolare:
- Eseguire controlli andrologici regolari, soprattutto in adolescenza e in età fertile.
- Evitare surriscaldamento scrotale (pantaloni troppo stretti, sauna eccessiva, laptop sulle gambe).
- Mantenere un peso corporeo adeguato e una buona circolazione.
- Sospendere il fumo, che aumenta lo stress ossidativo e peggiora la qualità seminale.
- Eseguire l’autopalpazione testicolare mensile, utile anche per escludere altre patologie come cisti o tumori.
Il varicocele non è sempre una condizione da operare, ma va sempre monitorato con attenzione. La decisione di trattarlo dipende da età, sintomi e desiderio riproduttivo. Una valutazione personalizzata da parte dell’andrologo o dell’urologo permette di distinguere i casi che richiedono un intervento da quelli che possono essere seguiti nel tempo, preservando in modo efficace la salute e la fertilità maschile.
Bibliografia
- Cho CL, Esteves SC. Role of varicocele repair in the management of male infertility: a critical review. Fertil Steril. 2021;115(5):1044–1055.
- World Health Organization. The influence of varicocele on parameters of fertility in a large group of men consulting for infertility. Fertil Steril. 2020;113(1):123–130.
- Baazeem A, et al. Varicocele and male factor infertility treatment: A systematic review and meta-analysis. J Urol. 2019;202(5):1016–1025.
- AUA Guidelines. Varicocele and Infertility: American Urological Association Update 2023.


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