La sifilide, conosciuta anche morbo gallico, è una malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale. È causata da un batterio, il Treponema pallidum, dell’ordine delle spirochete, che si presenta al microscopio come un piccolo filamento a forma di spirale, identificato nel 1905 da Fritz Schaudinn e Erich Hoffmann. Oltre che per via sessuale, il contagio può estendersi al feto, nella donna incinta con infezione recente, attraverso la placenta (trasmissione transplacentare). In tal caso, il feto presenta un quadro di sifilide congenita con malformazioni che possono interessare la pelle e le mucose, l’apparato scheletrico, gli occhi, il fegato, i reni e il sistema nervoso centrale.

Stadi e sintomi della Sifilide

La sifilide è un’infezione genitale che causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dell’Hiv. Si sviluppa in diversi stadi, ciascuno caratterizzato da sintomi e decorso diverso, ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche di ogni singola fase:

  • Sifilide primaria: Tra l’infezione e l’insorgenza dei primi sintomi possono passare da 10 a 90 giorni (mediamente 20 giorni). Questo primo stadio è caratterizzato dalla comparsa di una singola ferita (sifiloma o chancre), o da più pustole. Normalmente la ferita è tonda, piccola e indolore e compare nel punto in cui si sviluppa l’infezione batterica. Questa ferita dura 3-6 settimane e guarisce da sola. Se l’infezione non è trattata in questa fase, evolve verso lo stadio secondario.
  • Sifilide secondaria: Inizia con l’insorgenza in più punti di un’eruzione cutanea rossastra o bruna, con macchie sui palmi delle mani e dei piedi o in altre parti del corpo. A volte le macchie sono diverse e ricordano eruzioni tipiche di altre malattie. Anche senza alcun trattamento, spesso tale sfogo tende a scomparire da solo. Sono inoltre tipici di questo stadio febbre, ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, alopecia a chiazze, cefalea, calo ponderale, mialgie, stanchezza.
  • Sifilide avanzata (stato latente e terziaria): Alla scomparsa dei sintomi del secondo stadio, la persona è ancora malata anche se non mostra più i sintomi evidenti. In questa fase, possono iniziare i danni agli organi interni (cervello, nervi, occhi, cuore e vasi sanguigni, fegato, ossa e articolazioni) che si possono manifestare anche a distanza di decenni. I danni neurologici possono essere presenti già nel secondo stadio (sifilide neurale). Una volta che la sifilide entra nel terzo stadio, l’individuo perde la capacità di controllare i movimenti muscolari, può avere delle paralisi, confusione mentale, cecità graduale e sviluppo di demenza. Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.
  • Sifilide congenita: Può essere contratta durante la gravidanza o durante il parto. Secondo lo stato d’infezione della madre, l’infezione può essere trasmessa al feto causando morte in utero (40 per cento dei casi) o la nascita di un bimbo già infetto, con sifilide congenita (70 per cento dei casi). Se la madre ha avuto l’infezione nei quattro anni precedenti la gravidanza, il rischio di trasmissione al feto è molto elevato. I sintomi possono essere assenti al momento della nascita e comparire successivamente, causando, se non trattati adeguatamente, serie complicazioni allo sviluppo del bambino.

Trattamento

La sifilide poté essere curata con successo a partire dal 1943 quando Fleming, Abraham e Chain scoprirono ed isolarono la penicillina. Oggi la terapia prevede la somministrazione di Penicillina G-benzatina, o di altri farmaci in caso di allergia a questo antibiotico. La terapia è tanto più efficace quanto più precocemente viene iniziata. Il dosaggio e la durata del trattamento dipendono dallo stadio della malattia: tanto più la sifilide si trova in uno stadio avanzato e tanto più lunga sarà la terapia.