La frattura del pene è una lesione rara e dolorosa che può verificarsi durante il rapporto sessuale. La frattura del pene non ha nulla a che vedere con una frattura ossea. Infatti, è una rottura nelle due strutture del pene responsabili dell’erezione: i corpi cavernosi e la guaina del pene (tunica albuginea). Poiché può causare danni alla funzione sessuale e urinaria di un uomo, è importante rivolgersi all’andrologo urgentemente in caso di sospetta frattura del pene.

I sintomi di una frattura del pene includono:

  • sentire un rumore di rottura (crak!)
  • sanguinamento dal pene;
  • lividi di colore scuro al pene;
  • difficoltà urinarie;
  • perdita improvvisa dell’erezione;
  • dolore che varia da medio a forte.

La frattura del pene spesso causa ciò che è definita “deformazione a melanzana”, condizione in cui il pene appare gonfio e di colore viola. Rari sintomi di una frattura del pene comprendono anche gonfiore allo scroto, sangue nelle urine e perdita di sangue dall’uretra (uretrorragia).

Il tessuto erettile del pene è rappresentato da due tubi cilindrici che prendono il nome di corpi cavernosi e che, riempiendosi di sangue, sono responsabili dell’erezione. Quando il pene è eretto. uno o entrambi  i corpi cavernosi possono rompersi, con conseguente frattura del pene. Questa patologia di solito si verifica principalmente quando il pene è eretto. Un pene flaccido tipicamente non si frattura perché i corpi cavernosi non sono abbastanza turgidi da subire una tensione da rottura.

la maggior parte dei casi di frattura del pene si verificano durante un rapporto sessuale. L’infortunio di solito si verifica quando un uomo viene spinto contro l’osso pubico o contro il perineo.

Tuttavia, una frattura del pene si è verificata storicamente anche nei seguenti casi:

  • pratiche sessuali non convenzionali;
  • ribaltamento a letto su un pene eretto;
  • pene eretto che colpisce un oggetto, ad esempio un telaio della porta o mobili;
  • caduta incidentale dell’uomo sul pene eretto.

Diagnosi

L’andrologo, in genere, può diagnosticare una frattura del pene semplicemente ispezionandolo e visitando il paziente. Possono essere anche utilizzati esami come l’ecografia, che utilizza le onde sonore per rilevare anomalie e individuare l’area esatta dove il pene è stato danneggiato, o, ancora, esami radiografici. Per meglio definire le caratteristiche delle strutture danneggiate, si può ricorrere anche ad indagini di secondo livello come la risonanza magnetica.

Trattamento

I trattamenti possono essere rimedi di soccorso, farmacologici o chirurgici.

Tra i rimedi troviamo:

  • L’applicazione di impacchi di ghiaccio coperti di stoffa in cicli di 10 minuti;
  • Utilizzo di un catetere di Foley per svuotare la vescica e ridurre i traumi al pene;
  • Assunzione di farmaci anti-infiammatori per ridurre il dolore e gonfiore.

Occasionalmente, l’andrologo consiglia di avvolgere il pene e posizionarlo in modo da ridurre la pressione. I rimedi casalinghi non sono consigliati poiché una risoluzione non completa può provocare ancora dolore e problemi di erezione. Di conseguenza, molti andrologi raccomandano il trattamento chirurgico.

Il trattamento chirurgico può variare in base alla entità delle ferite ottenute. La maggior parte degli interventi sono mirati a:

  • Trattare ematomi (accumuli di sangue) causati della frattura;
  • Arrestare l’emorragia di eventuali vasi sanguigni danneggiati;
  • Suturare eventuali tagli o lacerazioni del pene che possono causare sanguinamento.

Se i danni sono maggiori, l’andrologo può intervenire  per suturare e ricomporre i tessuti danneggiati del pene, anche nel caso di danni all’uretra. Una frattura del pene non trattata può portare a deformazione permanente o disfunzione erettile.